domenica 13 settembre 2020

E scuola sia! - 14 settembre 2020

Noi siamo pronti ad incontrare i nostri studenti, con emozione ed entusiasmo, con il desiderio di sempre di accoglierli nell’unico luogo dove è giusto che ora siano: LA SCUOLA!

Abbiamo vissuto questi mesi senza mai risparmiarci, tutto il personale ha collaborato con me per creare le condizioni per poter accogliere tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze.
Abbiamo scritto documenti e prenotato ambienti, li abbiamo rinnovati..., abbiamo più volte rivisto il nostro operato, abbiamo pensato, dubitato, immaginato, ...

Crediamo di aver operato al meglio delle nostre possibilità, ma non abbiamo alcuna certezza, rivedremo ancora mille volte tutto quanto progettato; abbiamo bisogno del supporto di tutti voi perché la scuola possa ripartire ed essere un luogo di educazione per la vita.
Affronteremo le situazioni critiche, il rischio zero non lo possiamo garantire ...ma vivere è un rischio che val la pena di correre.

Oggi 14 settembre aspettiamo gli studenti e le studentesse delle classi prime per la doverosa accoglienza!
Nell'augurare buon inizio di anno scolastico a tutti ...iniziamo a a proporre una sfida agli studenti:

"Illustra il nostro protocollo COVID-19, rappresentalo in digitale rendendo più immediatamente fruibile quanto in esso contenuto e postalo sul padlet dedicato"


Fatto con Padlet

a cura di Stella Perrone


domenica 12 luglio 2020

Lettera di Alfredo Poli - Menzione speciale per Emilia Bezzo

La maturità in formato ultralight dettata dall’emergenza coronavirus non sembrava certamente destinata a riservare grandi sorprese


Decurtato delle prove scritte e ridotto ad un colloquio della durata di un’ora, affidata ad una commissione formata esclusivamente da docenti interni (a parte il presidente) l’esame di stato 2020 aveva tutti i requisiti per tradursi in un rito ancora più formale e scontato del solito.

Inaspettatamente, le cose sono andate in maniera un po’ diversa. Non perché i commissari abbiano riscoperto, all’improvviso, un’innaturale dimensione di severità, ma perché i ragazzi, non solo i migliori, ma anche diversi fra quelli vissuti all’ombra di un più o meno grigio anonimato, ci hanno messo del loro, sia nel cosiddetto “elaborato d’indirizzo” (escogitato dalla ministra Azzolina all’ultimo momento in sostituzione della seconda prova scritta), che nel colloquio multidisciplinare.

L’esame ben fatto – quest’anno più ancora degli anni scorsi – doveva vedere il candidato protagonista e i commissari relegati ad una funzione pressoché notarile, “costretti” a fare una domanda come extrema ratio soltanto davanti al blocco totale del candidato.

Si potrebbe discutere all’infinito sulla validità di una formula del genere ma certo molti allievi hanno dato il meglio di sé proprio durante questa prova. Indubbiamente, una bella sorpresa per i commissari, i quali ne hanno certamente tenuto conto nell’attribuzione dei voti finali. Facile obiettare che con un esame regolare i risultati sarebbero stati diversi, doveroso è riconoscere la serietà con cui i ragazzi – in netta maggioranza – hanno onorato un impegno che, sulla carta (ma anche nella sostanza) avrebbe potuto essere eluso con il minimo sforzo.

Non si presta, invece, ad alcuna interpretazione ambivalente l’esame di Emilia Bezzo, studentessa della cl. 5A, giunta all’appuntamento finale con un curriculum insuperabile: media dei voti prossima al 10 nei cinque anni di corso, innumerevoli riconoscimenti ottenuti in concorsi e certami svolti in giro per l’ Italia nei più svariati ambiti disciplinari, unito, giusto per dimostrare a se stessa di non essersi totalmente immolata allo studio “matto e disperatissimo”, un impegno assiduo profuso nel tennis agonistico, con la partecipazione a numerosi tornei nazionali e internazionali dove ha avuto modo di dimostrare un talento certamente non comune. Insomma un connubio perfetto di determinazione ed ingegno che Emilia è riuscita a far emergere con grande evidenza anche nel suo esame, in tutte le parti dell’esame: l’elaborato, dedicato alla concezione della temporalità nei poeti lirici greci e latini, che per la varietà e corposità della bibliografia utilizzata e per la profondità dell’indagine linguistico-stilistica avrebbe potuto tranquillamente essere equiparato ad un saggio universitario, poi l’analisi, non meno rigorosa, di un brano tratto da “L’umorismo” di Pirandello.

Semplicemente strepitosa, infine, la modalità con cui si è svolto il colloquio multidisciplinare: partendo da un pensiero di Schelling sul concetto di essenza ed esistenza la candidata ha discusso e dimostrato le corrispondenze fra filosofia della contingenza, esistenzialismo, teatro dell’assurdo, corrente elettrica istantanea , respirazione cellulare e ciclo di Krebs (mi limito a citare i passaggi senza pretendere, ovviamente, di ricostruire i collegamenti). Mi è venuto spontaneo ravvisare nelle argomentazioni di Emilia un’esemplificazione pratica del famoso concetto greco di polymatheìa: c’è un’unica realtà conoscibile, a essere diversi e molteplici sono i linguaggi con cui la si può descrivere, ciascuno caratteristico di una specifica scienza. E’ un concetto fondamentale della civiltà ellenistica nella sua fase più matura che, da buon prof di greco, ricordo frequentemente ai miei alunni, ma un conto sono le parole affidate ad una spiegazione un altro è vederlo confermato in maniera così persuasiva da una liceale all’esame di maturità.

Esame straordinario, quello di Emilia, per il quale non era sufficiente tributare la valutazione massima, sia pure impreziosita dal raro privilegio della lode; occorreva in qualche modo fissarne il ricordo: da qui la decisione unanime di inviare una menzione ufficiale al Ministero dell’Istruzione perché ne rimanga traccia negli annali e, soprattutto, perché l’eccellenza trovi, una volta tanto, adeguato riconoscimento.

Intanto lei guarda già oltre, ai suoi studi universitari presso la Sorbonne dove è stata inserita, al termine di una durissima selezione, nell’esiguo drappello di allievi (30 in tutto su oltre 900 aspiranti provenienti da tutta Europa) che seguiranno i corsi per conseguire una doppia laurea in lettere e in filosofia, senza scartare l’altra opzione, ancora in piedi, di sostenere l’esame di ammissione alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa: un dilemma fra due strade accomunate dall’eccezionalità.

Qualche volta mi è venuto spontaneo mettere in dubbio l’effettiva incisività svolta dalla scuola, con i suoi ritmi standardizzati e con l’appiattimento culturale tipico degli ultimi anni, nei riguardi una ragazza dalle doti intellettuali di Emilia, da sempre abituata a viaggiare per conto proprio a ben altre velocità. Non so darmi una risposta precisa ma ho notato l’intensità dello sguardo della ragazza e la luminosità del suo sorriso quando, al termine dell’esame ha voluto ringraziare i suoi insegnanti, segni inequivocabili della sua sincerità. E allora mi piace pensare che una parte di merito, per quanto piccola, nel luminoso percorso che questa giovane è destinata a compiere, sia anche nostro. Pensarlo serve a riconciliarsi un po’ con questo mestiere e, in fondo, a capire che, può riservare anche qualche soddisfazione.


Alfredo POLI
Liceo classico “V. Alfieri” II commissione Esame di stato 2020

martedì 2 giugno 2020

UNISTEM Day on-line - 29 maggio 2020

Più di 800 studenti della Regione Piemonte hanno partecipato all’evento di Unistem Day 2020 organizzato da UNITO e NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi); tra questi anche alcuni allievi delle classi 4A, 4C, 5A, 5C del nostro Liceo Classico. 

Dopo i saluti del Magnifico Rettore, Prof.Geuna, anch’egli neuroscienziato di formazione, sono seguiti tre interventi di grande livello. 

Il Prof.Bonfanti L. associato di Anatomia c/o Scienze Veterinarie e ricercatore Nico, ha parlato di Neurogenesi, cioè di generazione di nuovi neuroni nei cervelli adulti osservata attraverso studi comparati su molti animali. 

La Prof.ssa Boido M., professore associato di Anatomia Umana, Biologa e Ricercatrice c/o NICO che studia malattie degenerative e traumatiche che colpiscono il midollo spinale, ha parlato di strategie di tipo terapeutico e dell’approccio con uso delle staminali embrionali e somatiche adulte alla cura di lesioni del midollo. 

Infine la Dott.ssa Penna T., Dottore di ricerca in Filosofia del Diritto che collabora con il Dipartimento di Giurisprudenza ed è Assistente alla cattedra di Bioetica, ha disquisito sul rapporto tra Etica e Scienza, affrontando argomenti delicati come la manipolazione degli embrioni e il “fine vita”. 

Questa giornata, giunta alla 12° edizione, è da sempre un evento di diffusione e promozione della cultura scientifica. Attraverso la nuova modalità on line molti più studenti hanno potuto assistere alla conferenza. Solo attraverso l’interazione con la società può nascere un mondo diverso, nel quale la cultura scientifica sia diffusa e funzionale a migliorare la qualità della vita delle persone. 

Dopo un dibattito molto intenso e ricco di spunti, è emerso che tutti i relatori provenivano da studi classici, a riprova che il Liceo Classico offre metodo e rigore logico, qualità, queste, fondamentali per un approccio corretto alla Scienza. 



a cura di Raffaella Rubano




domenica 31 maggio 2020

Lezione su Machiavelli con il dott. Andrea Giroldo

Lunedì 25 maggio alle ore 10 le classi  3C del Liceo classico,
dott. Andrea Giroldo
sotto la guida della prof.ssa Mariarosa Poggio e 3M del Liceo artistico accompagnati dal prof. Fabio Sandrecchi hanno partecipato 
ad un incontro con il dott. Andrea Giroldo, consigliere della Provincia di Asti e vicesindaco del Comune di Moncalvo. Nelle settimane precedenti le due classi avevano assistito alla lezione su Machiavelli  che il dott. Giroldo aveva preparato per gli studenti dell'IIS Alfieri di Asti dell'IIS Pellati di Nizza Monferrato e dell'Istituto Statale Augusto Monti di Asti ma più in generale a tutti gli interessati visto l'alto interesse culturale dell'iniziativa.


Lunedì un incontro di restituzione direttamente con l'autore della lezione, uno spazio dibattito, l'opportunità per riflettere insieme e per porre domande.

Riportiamo le riflessioni della studentessa Camilla Camusso della classe 3C del Liceo classico:

"Filosofo e grande intellettuale italiano del 1500, Machiavelli è riconosciuto nell’immaginario comune come l’illustre autore del “De Principatibus”, “Il Principe”. Grazie alla lezione di approfondimento, tenuta lunedì 25 maggio 2020 e a cui hanno partecipato la nostra classe, la 3C dell’istituto Liceo Classico Vittorio Alfieri, e la classe 3M del Liceo Artistico Benedetto Alfieri, abbiamo osservato Machiavelli nella sua poliedricità. Non sono mancate le curiosità di noi studenti nell’approcciarsi di nuovo ad una figura già incontrata sfogliando le pagine del manuale di storia e letteratura italiana. Ci è stata concessa la possibilità di esporre i nostri dubbi al relatore - del quale avevamo già avuto modo di ascoltare una lezione a riguardo utilizzando meet, piattaforma ormai rinomata per noi studenti alle continue prese con la DAD. Machiavelli è stato presentato a noi studenti in relazione ad Aristotele e altri grandi pensatori precedenti o contemporanei a uno tra gli autori più aborriti e allo stesso tempo innalzati della cultura occidentale. Dal punto di vista polito, Machiavelli si staglia come un realista. Il suo nitido legame con la realtà può essere descritto ponendo l’autore in antitesi a Platone: Platone, autore della “Repubblica”, delinea un’immagine utopistica dello stato. Machiavelli, invece, fu il creatore di un vero e proprio sistema politico, non fu un pensatore astratto e non rifletté mai su un mondo utopico. L’autore di leggi tratte dall’esperienza umana studiò la realtà in tutta la sua complessità e il processo antropologico che fin dagli albori della storia dell’uomo comportò la nascita delle prime organizzazioni politiche, da lui osservate in un contesto storico travagliato da incursioni straniere e lotte interne.
Il nostro Liceo, come molti altri istituti, non ha privato noi studenti della possibilità di ampliare il nostro bagaglio culturale in un nuovo contesto scolastico. Proprio come in molti altri progetti con cui abbiamo avuto occasione di confrontarci, abbiamo approfondito in modo alternativo parte del programma affrontato in questa situazione così particolare. È stato lasciato ampio spazio a noi studenti: abbiamo avuto tutti la possibilità di esporci. Dal punto di vista personale, nonostante non sia per nulla timida, ho trovato complesso discutere le mie opinioni ad uno schermo: mi sono sentita inibita a non avere la possibilità di un confronto frontale. Di solito qualsiasi dispositivo rappresenta in qualche modo un “filtro” che ci consente in parte di nasconderci, ma in questa situazione, dove ormai lo schermo sta diventando la nostra aula, bisogna semplicemente apprezzare l’opportunità data a noi ragazzi  di essere partecipi al contributo che lavoratori, dottori, studiosi ci hanno garantito durante questo lungo periodo di quarantena."

I ragazzi della della classe 3M del Liceo Artistico hanno molto apprezzato il momento di confronto di lunedì, afferma il prof. Sandrecchi che a sua volta
prof. Fabio Sandrecchi
afferma come lui stesso abbia molto  apprezzato l'iniziativa. "Machiavelli è un autore che mi è molto caro e, spesso, non è adeguatamente valorizzato all'interno del percorso liceale", afferma il prof. Sandrecchi.

Su loro diretta richiesta degli studenti della classe 3M, desideriamo segnalare al dott. Giroldo le domande che i ragazzi avevano preparato e che ...un po' "a disagio" dietro lo schermo non hanno immediatamente posto al dott. Giroldo. 

Qui di seguito le domande che vorrebbero esporre nel caso ci fosse la possibilità di un ulteriore confronto:

1) Potrebbe esporci un approfondimento sulle scuole interpretative del Machiavelli?

2) Lei ha spiegato che Machiavelli rielabora le forme di governo perfette pensate da Polibio e da Aristotele. Quali erano le forme di governo pensate dai due filosofi e, nello specifico, quella di Polibio?

3) Nell'opera di Tito Livio ci sono per caso degli esempi particolari di governatori di quei tempi?

4) Ci potrebbe spiegare tutte le funzioni che Niccolò Machiavelli svolse in ambito militare?

5) È interessante la relazione tra popolo e grandi sostenuta nei suoi scritti. Pensa che sia ancora fortemente presente questo rapporto tra i due?

6) (Rif. alla 5) Il popolo risulta ancora oggi il più importante difensore della libertà?

Nel ringraziare il dott. Giroldo per la preziosa disponibilità verso il nostro Istituto lo invito a leggere il post, nella speranza di poter in futuro avere un nuovo confronto sulle domande poste dagli studenti della classe 3M del liceo artistico.

Pillole della lezione del 25 maggio 2020
a cura di Stella Perrone



martedì 26 maggio 2020

Fattore J

                                                                               
Fattore J, promosso da Fondazione Mondo Digitale con Janssen Italia, è il primo curricolo per la scuola italiana per educare i giovani a sviluppare intelligenza emotiva, rispetto ed empatia verso le persone che vivono una situazione di grave disagio o sono affette da malattie. Un’importante operazione sociale per stimolare il cambiamento culturale e di mentalità a partire dalle nuove generazioni. La classe 3C del Liceo Classico ha finora partecipato a tre webinar che hanno sostituito nell’emergenza gli incontri in presenza, ma che con la forza degli interventi proposti da Cecilia Stajano, Coordinatrice Innovazione nella Scuola, sono ugualmente riusciti a coinvolgere i ragazzi in questo finire d’anno così carico di unicità. 
Questa la testimonianza di una studentessa, Camilla.

L’intelligenza emotiva. Dirigersi verso gli altri e noi stessi comprendendo le emozioni che proviamo quotidianamente. Questo era il nucleo principale dei tre Webinar a cui, finora, la mia classe e io abbiamo partecipato. Abbiamo ritrovato, dunque, un elemento formativo del nostro percorso di crescita personale e sociale, riscoprendo quanta importanza abbiano le emozioni che spesso preferiamo semplicemente ignorare. Il riuscire a gestire emozioni ci permette di vivere in maggiore serenità ed empatia con l’ambiente che ci circonda. L’empatia è un altro concetto molto importante a cui spesso gli specialisti si sono riferiti: la capacità di porsi al posto di un’altra persona. Per noi giovani è difficile avvicinarsi a una spiegazione riguardo queste emozioni e sensazioni che permettono non solo il raggiungimento di un equilibrio interiore, ma anche una buona rendita in ambito lavorativo e sociale. L’intelligenza emotiva costituisce la solida base di un buon team work, per esempio: così tanto diffuso nel ventunesimo secolo costituisce un requisito fondamentale della maggior parte dei lavoratori. Comprendere e accogliere le emozioni proprie e altrui è molto complesso e molti fattori influiscono nel nostro atteggiamento nei loro confronti: il background famigliare e culturale, il sentirsi soli in quelle sensazioni, considerarle socialmente inaccettabili, il voler dimostrare di non essere deboli e il voler definirsi come invulnerabili. Siamo esseri umani, non macchine.  Le emozioni, nelle loro mille sfaccettature, ci rendono unici e ci permettono di vivere la vita nei suoi molteplici aspetti. Ho riscontrato come uno dei momenti più commoventi delle tre conferenze a cui abbiamo assistito l’intervento di Leonardo Radicchi, voce e fondatore dell’associazione per ipertensione polmonare. Sono rimasta con gli occhi fissi (e talvolta anche un po’ lucidi) sullo schermo, tanto per la storia in sé, quanto per il modo di riuscire a parlare di se stessi così limpidamente. Io non ne avrei mai avuto il coraggio, forse perché non credo di aver raggiunto la consapevolezza delle mie emozioni, le quali spesso non so nemmeno definire. Il Fattore J, dunque, mi ha proposto innumerevoli spunti di riflessione, insieme a concetti e aspetti della mente umana che prima non avevo considerato. Mi ha addirittura spronato un po’ di più a seguire una delle vie di studio che intendo seguire all’università, psicologia, anche se l’indecisione è ancora molta. Non appena la nostra professoressa di scienze, Antonietta Galanzino, ci ha proposto questo progetto, ho provato interesse e ammirazione per lavoratori che, in questo momento difficile sia dal punto di vista sanitario, ma anche emotivo, ci vogliono fornire sostegno. Io mi sono sentita compresa nel notare come qualcuno, finalmente, abbia parlato di un aspetto della vita di tutti che purtroppo ora non si ha il tempo di affrontare nella sua complessità.
Il Fattore J ha avuto un ruolo importante nella quarantena che ho vissuto per più di due mesi e che in parte continuo a vivere: nella frenesia di tutti gli impegni scolastici e nell’iniziale sconforto che ho provato per questa situazione, ho trovato nell’alternarsi delle voci di specialisti in campo psicologico e medico, un modo per soffermarsi a pensare a cosa si provi in questo preciso istante, attività che inoltre ci hanno proposto in due degli incontri. Ora è forse più semplice: siamo soggetti a una minore influenza che esercita su di noi il giudizio altrui, ma quando tutto tornerà a una “nuova normalità” dovremo ricordarci di questa esperienza che abbiamo vissuto e trarne insegnamento.
Camilla Camusso cl. IIIC,
 Liceo Classico Vittorio Alfieri di Asti.

mercoledì 6 maggio 2020

Uguaglianza o equità digitale ?

In rete stanno girando alcune nuove proposte per l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021, tra cui quella di un'alternanza degli alunni nelle classi, metà in classe e metà a distanza ( fonte repubblica.it  ).

Ci tengo a fare una premessa: questo articolo non è un attacco né una critica verso il Governo, tanto meno verso il ministro Azzolina, ma sono considerazioni fatte da una persona che da poco lavora nella Scuola ma che da 15 anni è nel mondo dell'informatica, dei servizi e dei gestionali applicativi.

Le difficoltà di avere in contemporanea una didattica a distanza e una didattica tradizionale sono molteplici, già solo partendo dalle infrastrutture presenti sul nostro territorio. A questo proposito consiglio la lettura di questo articolo di Marco De Martino, Infattibilità digitale e fortuna geografica. La nostra Provincia nello specifico non è pronta a gestire la didattica a distanza dalle scuole, nella forma indicata. Per esempio, la sede dell'Istituto Classico e del Sella avrebbe bisogno di circa 90 mb in upload per gestire le lezioni a distanza, ma al momento non sono presenti operatori che possano offrire questo servizio garantendo una banda minima di 100mb.

Inoltre, se consideriamo un upload e download di 4Mb in totale (minimo richiesto da Hangout Meet) , dopo una sola ora di lezione in streaming si sarebbero consumati minimo 2 gb di dati. Per chi ha una connessione Flat non ci sono problemi, ma per chi ha piani tariffari a consumo o usa il cellulare basterebbero due ore al giorno per due settimane al mese per utilizzare circa 50 gb di dati, senza considerare l'utilizzo per tutto il resto del materiale (visione e ricerca su internet, invio dei compiti, etc...).


Sono sicuro che alla base della proposta ci fosse un discorso di uguaglianza nei confronti degli studenti: metà di questi a scuola e metà a casa secondo una turnazione, ipoteticamente e sulla carta non farebbe una piega.


Ma uguaglianza non sempre vuol dire equità, lo scopo finale della scuola è quello di fornire un'istruzione che porti ogni studente a dare il massimo in base alle proprie capacità. Non si può sperare di risolvere il problema consegnando semplicemente dei dispositivi nelle mani dei ragazzi.

Il nostro Istituto si è mosso per aiutare chi in questo periodo, non avendo dispositivi, non poteva seguire le lezioni da casa. Tuttavia non basta, in quanto viviamo in un paese che ha un'infrastruttura molto carente a livello di linea internet, e le scuole non hanno sufficienti dispositivi e apparecchi per permettere sia una didattica a distanza che una in presenza considerando i dispositivi dati in comodato d'uso e quelli necessari per una didattica in presenza. Questo implicherebbe un investimento economico notevole, adeguare le aule ad una trasmissione in streaming  con dispositivi nati per questo scopo e non preparati per un emergenza improvvisa. Se pensate che sia "facile" attuare un piano del genere ricordo che molte università non hanno queste possibilità e come possiamo chiederlo alle scuole superiori ?

Non sono un docente, ma didattica a distanza e in presenza hanno metodologie diverse e "regole" diverse che difficilmente potranno essere eque per tutti e applicate in contemporanea. Una lezione frontale è diversa da una lezione in cui al centro ci sono i ragazzi. Come possono i ragazzi a "distanza" avere la stessa possibilità di confronto che viene data a quelli "in presenza"?

Inoltre chi avrà più possibilità economiche avrà di conseguenza un dispositivo all'avanguardia con una connessione senza limiti, ma chi invece non ha queste possibilità? Chi non avrà un dispositivo che gli permetterà di seguire le lezioni, che gli potrà permettere di esercitarsi (grafica, video editing, gestionali aziendali, etc...) rimarrà indietro rispetto a chi ha queste possibilità. Lo Stato si può fare carico di tutto questo?

Il problema delle cosiddette "classi pollaio" è ormai pluriennale, e il COVID ci sta ricordando che se queste non sono "sane" non può sperare che la soluzione sia una didattica mista. Ogni ragazzo ha il diritto di avere i migliori mezzi per il suo percorso di studi, per la sua crescita e per raggiungere quegli obiettivi che poi saranno i pilastri iniziali su cui si baserà il suo futuro. La scuola ha il dovere di fornirli, ma in questo momento non ha le possibilità. 
Spero che il nostro Ministero si renda conto di questo e trovi una soluzione che possa dare ad ogni singolo ragazzo la possibilità di raggiungere il suo massimo potenziale. Settembre si avvicina sempre di più e ancora oggi non abbiamo certezze di come affrontare l'inizio dell'anno scolastico, di come gestire i nostri laboratori, le nostre aule, le nostre risorse.

La scuola è una priorità come la salute e il lavoro; senza un'istruzione avremo un futuro basato su ragazzi che non sapranno relazionarsi con il mondo.

Luca Rigamonti - Task Force I.I.S. Vittorio Alfieri



lunedì 4 maggio 2020

Il contesto geopolitico al tempo del COVID-19 - 7 maggio 2020

A cosa serve la geopolitica? Serve a far emergere un po’ di ordine dal caos, un po’ di razionalità anche in ciò che sembra irrazionale, a far emergere una logica dove a prima vista niente appare logico. 
La geopolitica serve a mettere i vari fattori della politica in una relazione tale da poterli interpretare con ordine, razionalità e logica. 
Il suo criterio di validità si misura sulla sua capacità di rendere più comprensibile la realtà. 

Nel mezzo della tempesta, è difficile, se non impossibile, dire come andrà a finire. Però la geopolitica permette di immaginare alcuni scenari possibili del mondo del dopo-virus. 


Proviamo a discuterne insieme: 
Il contesto geopolitico al tempo del COVID-19

Giovedì 7 maggio 2020 – dalle ore 14.30 alle ore 16.00

Relatore Prof. Manlio Graziano , scrittore, giornalista, professore di geopolitica presso l’Università della Sorbona di Parigi.


Modalità MEET Gsuite
(Massimo 250 partecipanti con priorità ai docenti partecipanti alla formazione Geopolitica di novembre 2019)

Tutti i docenti interessati alla formazione, riconosciuta per un totale di 4 ore complessive, sono invitati a compilare il seguente FORM ON-LINE possibilmente entro il 07/05/2020 alle ore 12.00

A seguito dell'iscrizione verrà indicato il LINK MEET al seminario 

LINK SCHEDA FORMAZIONE per ulteriori dettagli




Per i docenti a tempo indeterminato è possibile iscriversi su piattaforma SOFIA
Codice corso: 43883


a cura di Stella Perrone